giovedì , 17 agosto 2017
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Sedia Chair_One collezione 2017, design Konstantin Grcic

Tutte (o quasi) le sedie del 2017: design di tendenza e novità

Tante, tantissime sedie. Sono inspirate al mondo dell’arte, sono rivisitazioni di icone del design, sono nuove sperimentazioni materiche e di superficie.

Sono aggiornamenti di linee riuscite e ancora accattivanti: scegliere quella “giusta” è davvero difficile.

Le suggestioni vengono dai colori e dagli ambienti: più di dieci le firme che abbiamo scelto per aggiornarvi sulle novità sedie del 2017.

Questa carrellata potrebbe aiutarvi a decidere qual’è la più adatta al vostro ambiente o, più semplicemente, raccontarvi decine di modi di stare comodi!

Cizeta – l’abbate

L’azienda friulana, di cui abbiamo già parlato qui, propone tre linee molto contemporanee, ma soprattutto molto versatili, grazie a una gamma di colori e materiali vastissima.

Ci sono tre diverse soluzioni per la sedia Remo, disegnata dai veneti Chiaramonte e Marin, i quali celebrano la loro terra – d’adozione per il primo, d’origine per il secondo – ispirandosi ai remi delle imbarcazioni tipiche della laguna veneta.

Sedia impilabile, lounge e sgabello con un denominatore comune: un aspetto leggero che si combina alla grande solidità della struttura. 

La caratteristica saliente è la forma particolare della gamba che da ellittica si allarga appiattendosi, in maniera molto simile proprio ai remi delle barche.

Yard, invece, è una collezione composta da sedia, sgabello e poltroncina in legno, caratterizzata da un ampio schienale in legno o imbottito che conferisce al prodotto molta comodità, oltre ad essere un chiaro segno distintivo.

Il progetto è di StudioLab, che coerentemente al suo approccio stilistico, disegna questa sedia rispondendo a regole di compostezza, robustezza e versatilità.

Sempre per Cizeta nel catalogo 2017 c’è Stube, il tributo che il designer finlandese Mikko Laakkonen fa alla sedia da birreria comune nell’Europa centrale.

Eccezionali dettagli di ebanisteria ed una solida struttura permettono l’utilizzo di questa sedia in tutti i tipi di progetto.

L’ampia spalliera dona carattere e grande comfort a questo prodotto in frassino massiccio, disponibile in innumerevoli colorazioni.

Eligo e la Liguria

Ha fatto delle tradizioni liguri il suo manifesto produttivo, per cui in ogni oggetto firmato Eligo troverete traccia di questa terra incantevole.

Per la collezione Milano, la prima disegnata sotto la direzione artistica di Domenico Rocca, Eligo sceglie di tornare alle origini affrontando il punto di partenza della propria storia: la Chiavarina, la sedia in legno tipica dell’artigianato ligure che per anni è stata il cavallo di battaglia di Eligo nella sua mission di recupero e rivalutazione delle eccellenze italiane dimenticate.

A sessant’anni dalla prima e iconica reinterpretazione contemporanea della sedia ligure – la Superleggera di Giò Ponti – Eligo decide di raccogliere il testimone e presentare La Solferino: una versione della sedia di Chiavari, che ne ridefinisce l’estetica pur rispettandone la tradizione.

Tra le nuove sedie Eligo c’è anche la collezione Tripolina, che rispolvera un progetto vecchio di cent’anni, ma sorprendentemente attuale.

Questa sedia, disegnata da un artista anonimo nel 1877, e brevettata da Joseph B. Fenby nel 1904, viene riproposta al pubblico con una capsule collection di 4 nuove tele: Denim, dal carattere street-style in jeans, All Black, un modello dal tessuto, telaio e giunti interamente neri, Riviera, con una tela dal colore mediterraneo e Tweed, un fascino inglese dai colori caldi.

Sgabelli iconografici e sgabelli minimalisti

Si torna a parlare di LEM, lo sgabello di Lapalma disegnato nel 2000 dai giapponesi Shin & Tomoko Azumi; noto per la forza del suo segno “unico”, la forma chiusa e le linee semplici, LEM è un’icona intramontabile. 

“Waist up”, dalla vita in su, è il titolo scelto da Arianna De Stefani e Gabriele Farina, due giovani artisti dell’accademia di Belle arti di Brera, per l’installazione che, in occasione della mostra “A decade of evolution in design”, ha reinterpretato in chiave artistica l’iconico sgabello. 

Deformato e decisamente allungato, LEM misura 1.90 cm, con uno schienale che elevandosi ricorda una enorme scala a pioli e con un poggia piedi altrettanto smisurato.

Waist Up – inedita versione oversize – è una scala che conduce al paradiso, la confortevole seduta di un gigante.

Per Magis gli sgabelli sono due, Bureaurama e Sequoia. Il primo è una collezione di strutture molto leggere, che possono essere configurate per creare soluzioni adatte al lavoro o alla socializzazione.

Realizzati in sezioni di alluminio saldato 100% riciclabile, con superficie verniciata a spruzzo, gli sgabelli Bureaurama sono firmati da Jerszy Seymour, eclettico artista europeo con base a Berlino.

Sgabelli Magis, design Jerszy Seymour. Collezione 2017

Dalla Norvegia per Magis arrivano i designer Torbjorn Anderssen & Espen Voll, progettisti visionari che trasferiscono il loro rapporto con la natura in uno sgabello, disegnando Sequoia.

In fase di progetto, il nome del nostro sgabello ‘Sequoia’ era ‘Forest’, perché la divisione del fusto in due tubi separati ci ricordava un ramo che cresce dal tronco di un albero. Il poggiapiedi ha la forma di una piccola pedana che permette una certa libertà di movimento: è come se avessimo sollevato un segmento dal pavimento. Abbiamo studiato varie tecnologie di materiali prima di individuare un tipo di costruzione che si ispira alla tecnica usata per assemblare i telai delle biciclette.

Tre + due sedie per Magis

E’ ancora di Magis che si parla, con tre nuove sedie assai diverse tra loro, al punto da faticare a ricondurle ad una medesima azienda, e due remake di classici Magis.

È questo il segreto della riconoscibilità di Magis: la sua eterogeneità e solidità produttiva.

Pezzo dopo pezzo, stiamo scoprendo tutti gli oggetti Officina di Magis firmati dai fratelli Bouroullec. Dallo specchio al divano, ogni oggetto di questa collezione ci affascina per la combinazione equilibrata di materiali apparentemente in forte contrasto.

La caratteristica finitura superficiale del ferro battuto conferisce carattere a tutti i prodotti della collezione; il ferro, materia prima ancestrale e imperfetta, rende unico ogni pezzo di questa collezione.

 

A proposito della sua sedia Stanley, disegnata per Magis in celebrazione dell’illustre regista di 2001 – Odissea nello spazio, Philippe Starck fa sintesi: 

L’eleganza dell’alta tecnologia per riscoprire l’intramontabile sedia da regista.

Una sedia dalle linee tradizionali ed inequivocabili, ma realizzata con materiali innovativi e sperimentali: la struttura è in polipropilene caricato di fibra di vetro, sedile e schienale sono realizzati in uno speciale tessuto, il Plastitex “Thinny New York”.

Collezione Magis 2017, sedia Stanley

Ancora per Magis un designer internazionale. Si tratta del giapponese Naoto Fukasawa che propone Substance, una sedia disponibile anche con braccioli e nella versione poltroncina. 

Sedia Substance, design Naoto Fukasawa Magis, collezione 2017

 

Ho deciso di intraprendere il progetto di una sedia le cui gambe sono un semplice incrocio di due “U”, su cui ho voluto poi mettere sopra una scocca semplice. L’unione di dettagli curvati come le gambe e la parte inferiore curvata della scocca conferiscono a questa sedia una sensazione amichevole. È normale avere una sedia con le gambe che sono un’estensione della scocca, mentre in Substance questi dettagli curvati creano un carattere fresco.

Naoto Fukasawa

Magis – Remake

Chair_One è un progetto del 2003, firmato da Konstantin Grcic e riproposto in nuove colorazioni per la collezione 2017.

La scocca è realizzata con forme geometriche piane che si uniscono ai lati, come un pallone da calcio. Una forma raggiunta dopo un lungo studio preparatorio, realizzata in pressofusione di alluminio lucido, con trattamento di fluotitanizzazione colorato, oppure con un verniciatura adatta adatta all’outdoor.

 Le versioni per la produzione 2017 sono due: sedia impilabile con gambe in profilo di alluminio e poltroncina fissa o girevole con base in cemento.

Sedia Chair, collezione 2017, design Konstantin Grcic

Il designer Marcel Wanders, autore dell’iconico pouf Bloom, ha firmato per Magis la sedia Cyborg nel 2011. Da allora ogni anno viene aggiunta una nuova versione, capace di aggiornare questa sedia, già pluripremiata, alle tendenze e ai materiali contemporanei.

Il 2017 è l’anno di Cyborg – Daisy: struttura in policarbonato stampato in air-moulding e schienale in alluminio verniciato poliestere.

Il termine “cyborg”, coniato nel 1960 dallo scienziato Clynes, indica un organismo che unisce elementi naturali e artificiali.

Una sintesi che il designer Marcel Wanders interpreta come l’espressione di una ricerca continua di nuove combinazioni.

Pianca celebra la scuola 

Emilio Nanni, il designer che ha progettato Haik e Asolo, torna a collaborare con Pianca, firmando questa volta Maestro e Alunna.

Il potere espressivo e il valore estetico del tavolo Maestro e della sedia Alunna sono veramente all’avanguardia quando vengono accoppiati insieme, portando un’idea di equilibrio che svolge lo smantellamento e la ricostruzione stessa, pur continuando a dare un senso di stabilità rassicurante.

 Tratto distintivo di questa sedia è il segmento, visto come entità geometrica primaria e come elemento strutturale iconico. 

Sedia Alunna, collezione Pianca 2017. Design Emilio Nanni

Driade, due stili in contrapposizione

Torquemada, padre dell’inquisizione spagnola è l’ispiratore di questa linea firmata Starck, che per Driade quest’anno ha progettato anche Lou. Pezzi apparentemente imperfetti e unici, la collezione è composta da sedia, poltroncina e sgabello.

La linea distintiva sono due manette in acciaio lucidato a specchio, collocate ad unire spalliera e gambe; un dettaglio strutturale e non solo decorativo, che ci riporta, con ironia, al lontano immaginario dei tempi delle inquisizioni: un collegamento, di progetto e di concetto, che spiega la scelta del nome per la collezione.

Ogni pezzo è disponibile anche in rovere sgorbiato, che ne accentua l’autenticità di manufatto lavorato a mano. 

In antitesi al disegno rigoroso di Torquemada, Driade presenta una sedia di tutt’altro concept: è Sissi, vanitosa e scultorea, versatile e contemporanea. 

Si tratta di una seduta ideale per arredare sia gli outdoor che gli interni; disponibile nelle tonalità pastello come il bianco, grigio, cipria e grigio lavanda.

Il rivestimento, sia in tessuto che in pelle, la rende raffinata e accogliente nel dialogo con gli spazi, donando loro eleganza e grazia.

Gli anelli che si fondono sembrano piegato a mano da quegli artigiani viennesi che, già più di un secolo fa, regalavano al mondo un archetipo di eleganza e design. Sensuali connessioni che fanno di Sissi un oggetto raffinato e scultoreo, proprio come la sedia viennese per eccellenza, famosa per le sue curvature in legno. Una sedia che si completa grazie al suo rivestimento del sedile, parte integrante del progetto stesso, che proprio come una donna disinvolta e sicura di sé cambia d’abito a seconda dell’umore.

Ludovica e Roberto Palomba

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