martedì , 25 luglio 2017
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Suzuki presenta il suo più potente dei motori marini e sale al top di gamma

Suzuki presenta il suo più potente dei motori marini e sale al top di gamma

Tre anni di lavoro e ricerca. E impegno continuo. Suzuki DF350A è il fuoribuordo che la casa giapponese ha sognato di realizzare. “A Revolution in Innovation”, è il suo grido di vittoria.

E aggiunge: “Il futuro diventa presente”. Il nuovo DF350A è un’unità in grado di sprigionare la potenza di 350 HP in un propulsore da 4.4 Litri, incastonato in un’architettura V6 dal design rivoluzionario.Suzuki presenta il suo più potente dei motori marini e sale al top di gamma

Rappresenta per molti versi lo stato dell’arte in tecnologia e design: una nuova pietra miliare nell’ambito dei propulsori marini “outboard”. Ha la cubatura più grande mai realizzata da Suzuki.

Yasuharu Osawa, manager esecutivo generale, global marine & power products operation
di Suzuki Motor Corporation

Abbiamo profuso grande energia in questo nuovo progetto e siamo certi che il mercato reagirà con grande entusiasmo al suo debutto. Abbiamo studiato con interesse il nuovo trend del mercato, che vede grandi imbarcazioni installare motorizzazioni fuoribordo, specialmente nell’ambito dei modelli con consolle centrale.

È stato poi stimolante assistere alla contestuale crescita della preferenza del mercato, degli armatori, per i motori fuoribordo su barche che finora erano motorizzate solo con entrobordo o entrofuoribordo. Crediamo, quindi, che i tempi siano maturi per questo nuovo prodotto e siamo confidenti che sarà molto apprezzato per le sue peculiarità.

The Ultimate 4-Stroke Outboard

Il costruttore giapponese ha coniato un nuovo logo, per celebrare la nascita del quattro tempi più potente di sempre: “GEKI: Parting Seas”, simbolo della passione e dell’impegno che hanno mosso tecnici e manager nel portare avanti il progetto.Suzuki presenta il suo più potente dei motori marini e sale al top di gamma

Parting Seas definisce la velocità e la potenza che uniscono il nuovo DF350A alle onde e all’acqua, mentre GEKI è un ideogramma.

GEKISuzuki presenta il suo più potente dei motori marini e sale al top di gamma

L’ideogramma di un nome proprio, quindi non traducibile, la cui forza espressiva evidenzia però la natura e il mare: ovvero, l’identità e il patrimonio col quale Suzuki ha perseguito la propria mission di costruttore, proponendo un motore unico nella sua categoria su un nuovo fuoribordo che si piazza al top della propria gamma.

Riuscire a realizzarlo così potente e compatto non è stato semplice, vista la notevole cilindrata del motore, come detto, di 4.400 cc.

Un requisito saliente, al quale si associa un rapporto di compressione elevato, 12.0:1, solitamente riservato a unità termiche da competizione, il più alto per un fuoribordo prodotto in serie.

Non è stato semplice eliminare il battito di testa, tipico effetto collaterale dei propulsori ad elevata compressione.Suzuki presenta il suo più potente dei motori marini e sale al top di gamma

Vi sono riusciti, infine, con l’innovativa soluzione che combina il raffreddamento dell’aria alla camera di combustione: sono serviti collettori d’aspirazione appositamente progettati e anche doppi iniettori di carburante.

La tecnologia

Nel merito, lo sforzo progettuale è stato quello di offrire alla combustione un cospicuo flusso di aria, adeguato a tutte le situazioni di carico.

In più, hanno reso la combustione stessa quanto più pura possibile, cioè priva di residui di spray d’acqua e salsedine, e più fresca, riducendo la sua temperatura di circa 10 gradi rispetto a quella ambientale.

I collettori di aspirazione servono, dunque, a rendere l’aria più densa. I due iniettori, invece, più piccoli rispetto alla norma, presenti in ogni camera di scoppio, sfruttano al meglio la maggiore densità dell’aria, riuscendo ad aumentare la polverizzazione e la quantità di benzina e, dunque, concentrandola al massimo dove la sua presenza è più efficace, al centro della camera.Suzuki presenta il suo più potente dei motori marini e sale al top di gamma

L’afflusso è concentrato e mirato, perciò genera un piccolo ma ulteriore e significativo raffreddamento della miscela combustibile/comburente: anche la potenza del motore incrementa, di un ulteriore tre per cento e, come detto, senza alcun fenomeno di battito in testa.

La struttura V6 del motore facilita l’erogazione della potenza a bassi regimi con valori di coppia elevati: aumenta sensibilmente il piacere della guida in acqua.

Una performance esuberante, insomma. Che ha reso necessario il rafforzamento di bielle e pistoni, perché offrissero le massime prestazioni e la massima affidabilità desiderate.

A tal fine e pure per allungarne la vita, i pistoni del DF350A passano attraverso un particolare procedimento di lavorazione, denominato shot peening.

Suzuki presenta il suo più potente dei motori marini e sale al top di gamma

Letteralmente significa che il pistone viene sparato a pallini: dopo la loro fusione le teste vengono sottoposte a un bombardamento di pallini metallici.

Vengono quindi create delle piccole depressioni che finiscono per rendere più omogenea, su tutta la superficie, la pressione generata dalla combustione. Risultati: efficienza migliorata, integrità prolungata.

Dual Prop System

Un altro elemento di connotazione del DF350A, come realmente più innovativo della sua categoria di potenza, è l’adozione di un piede dotato del Suzuki Dual Prop System.

Si tratta della prima applicazione su fuoribordo di un sistema di propulsione a eliche controrotanti sullo stesso asse: due eliche, ciascuna a tre pale, che si muovo in senso contrario. 

È stato necessario, perciò, progettare un piede tutto nuovo e, soprattutto, una scatola del cambio assolutamente inedita per numero, grandezza e disposizione degli ingranaggi.Suzuki presenta il suo più potente dei motori marini e sale al top di gamma

Il risultato è un piede più leggero, grazie al contenimento delle dimensioni delle parti meccaniche, rispetto al risalto dato ai parametri di efficienza idrodinamica: che sono elevatissimi.

Le eliche controrotanti, contando sulla spinta di sei pale anziché delle tre che solitamente monta una propulsione convenzionale, forniscono vantaggi rilevanti all’accelerazione e al governo dell’imbarcazione, facilitando il mantenimento di una rotta rettilinea, con un aumento della velocità massima.

Il Suzuki Dual Prop System fornisce una superficie maggiore, garantendo più stabilità e trazione o, in altri termini, più presa nell’acqua.

Nello stesso tempo, le due eliche eliminano l’effetto evolutivo dell’elica singola, sia in marcia avanti che in marcia indietro, garantendo una precisione di rotta nettamente superiore e facendo crescere la velocità di punta.

Effetti positivi sempre tangibili, anche e forse soprattutto, nel caso di installazioni su barche molto grandi, pesanti, gravate da condizioni di pieno carico di carburante, attrezzature e persone. Insomma, una nuova dimensione di potenza e di governo anche in presenza di condizioni estreme.

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