Progressi della medicina: le proteine anti-invecchiamento

Progressi della medicina: le proteine anti-invecchiamento

Il nostro organismo può essere paragonato ad una macchina ed in quanto tale è caratterizzata da meccanismi che, con il trascorrere del tempo, la porteranno a deteriorarsi ed a spegnersi del tutto.

La vita quindi è fatta per essere vissuta e per concludersi, ma al fine di ritardare questo processo d’invecchiamento si deve aver cura di seguire una corretta alimentazione, aiutandosi con la cosmesi specifica.

Oggi la medicina corre in nostro aiuto con una scoperta sensazionale: a quanto pare vi sono delle proteine in grado di bloccare l’invecchiamento della cute e del cervello.

Ma prima di scoprire qualcosa di più in merito, occorre sapere come funziona l’invecchiamento ed a cosa è dovuto.

Praticamente, con il passare del tempo le cellule di cui l’organismo è composto si deteriorano e, naturalmente, non riescono ad espletare al meglio delle proprie possibilità, la funzione per la quale sono adibite.

In questo senso più la cellula è vecchia e più è deteriorata ed, in tal senso, verranno meno le sue capacità di svolgere in maniera eccellente la propria funzione.

Sono molteplici i fattori che conducono all’invecchiamento delle cellule quali, ad esempio, l’eccessiva esposizione ai raggi del sole, un lavoro usurante, sostanze nocive ed inquinamento in generale oppure seguire un regime alimentare squilibrato.

Vi sono in questo senso dei meccanismi di sostituzione delle cellule vecchie e danneggiate, e di riparazione di quelle cellule che ancora possono ambire a riprodurne di nuove.

In generale, l’invecchiamento avviene in una maniera talmente lenta che, nella maggior parte dei casi, non ce ne accorgiamo nemmeno.

Lo stesso discorso vale per questa tipologia di meccanismi, i quali si verificano con altrettanta gradualità.

Ma quanto c’è di vero nella scoperta delle proteine anti-invecchiamento: anzitutto occorre dire che non c’è una bacchetta magica in grado di conferire energia, elasticità e tono muscolare.

Le proteine anti-invecchiamento presentano la funzione di regolare i processi di pulizia, nonché di rigenerare, le cellule più anziane.

Esse potrebbe anche conferire nuovo tono ai tessuti danneggiati dal tempo, oppure dalla malattia.

La prima molecola si chiama CD22 , controlla l’attività delle cellule che si occupano di effettuare la pulizia del cervello, e lavora in maniera iperattiva per ripulire le cellule del cervello.

La seconda è la proteina COL17A1 che invece regola la proliferazione delle staminali della pelle.

I risultati  arrivano dall’Università di Stanford, e dalla Tokyo Medical and Dental University che condussero le ricerche sui topi.

Maria Cirillo

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