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Internet nelle piccole frazioni, i consigli dell’esperto

Frazione Gessi Mazzalasino del comune di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia; Comune di Zola Pedrosa, a Bologna, e così via, con centinaia di piccoli posti e frazioni in tutta Italia.

Parliamo dei luoghi che, in questo terzo millennio, non sono ancora sufficientemente coperti dalle infrastrutture per l’accesso a Internet a banda larga, o dove comunque gli operatori tradizionali non sono ancora intervenuti.

Le risposte ai problemi di connessione

A raccontare i disagi quotidiani degli abitanti di queste zone è anche un blog sulla versione digitale di Repubblica, in cui i lettori scrivono all’esperto di questioni di tecnologia e telefonia Alessandro Longo, che fornisce loro informazioni e consigli per superare il problema.

Nelle ultime settimane, in particolare, si è tornato a parlare di digital divide, un termine che sembrava essere ormai “obsoleto” e che invece descrive bene queste situazioni.

Senza banda per navigare

È lo stesso giornalista a spiegare come tra le offerte Adsl attualmente disponibili sul mercato e la diffusione dei servizi wireless equivalente (come la fixed wireless broadband), la popolazione senza banda larga vera è ridotta a pochi punti percentuali.

Eppure, permane ancora una fetta di italiani che non può accedere alla Rete veloce o che, addirittura, non ha neppure la “banda minima” per poter navigare.

Il caso esposto da un lettore

L’ultimo caso è quello di un lettore che risiede come detto a Zola Predosa, comune della provincia bolognese.

Nonostante un contratto sottoscritto con un operatore tra i più importanti del nostro Paese, con fornitura sulla carta di 7 Mega, la velocità di connessione era molto lenta e funzionava a scatti; un fattore che ha reso necessario per la persona cercare altre soluzioni, purtroppo senza fortune.

In particolare, vista la zona di residenza non è stato possibile per lui attivare connessioni in fibra proprio a causa di limiti infrastrutturali.

Il problema infrastrutturale

È stato ancora Alessandro Longo dal suo blog a spiegare come nell’area di Zola Pedrosa, “probabilmente per colpa del doppino troppo lungo“, è possibile attivare al massimo una linea Adsl di velocità 7 Mega.

Per giunta senza mai raggiungere in concreto questo dato, a causa dello stesso limite infrastrutturale, che blocca la velocità effettiva a circa 2 Mega (mentre invece quasi ovunque in Italia sono disponibili le 20 Megabit, seppur con velocità media reale circa la metà).

Internet più veloce

Cosa fare, in concreto, per risolvere il problema? L’esperto spiega che cambiare operatore fisso non serve, perché la rete di riferimento resterebbe comunque quella dell’operatore ex monopolista, con le difficoltà tecniche sopra descritte.

Simile il discorso per la fibra ottica, che in zone in digital divide funzionerebbe anche peggio dell’Adsl.

L’alternativa esiste

L’articolo su repubblica.it si chiude allora con un consiglio molto diretto: quella dell’utente di Zola Pedrosa (e, estendendo il discorso) quella di tutti i Comuni italiani che ancora soffrono di digital divide è “la situazione ideale per il fixed wireless broadband“, la modalità di connessione alla Rete attraverso sistemi alternativi, come quella offerta da Eolo attraverso il wireless radio.

Nel caso specifico, proprio Eolo è l’unico fornitore di servizi Internet che raggiunge con la propria Rete Zola Predosa, grazie al pacchetto di “offerta Internet 30 Mega, che garantisce una velocità di Internet fino a 30 Megabit.

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