Individuati i cosiddetti “Interruttori della buonanotte”

Individuati i cosiddetti “Interruttori della buonanotte”

Per la prima volta sono stati individuati, e mappati in 3D, i cosiddetti “Interruttori della buonanotte”.

Questi ultimi non sono altro che i primi due modelli di recettori della melatonina, che incidono positivamente sul ritmo sonno/veglia.

La struttura di questi due recettori non è mai stata osservata prima d’ora, e la conseguenza è che adesso sarà molto più facile individuare le giuste terapie, oltre ai farmaci capaci di agire con maggiore efficienza e sicurezza per quanto concerne i disturbi del sonno.

La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientificaNature” e la ricerca è il risultato di una collaborazione internazionale coordinata dall’Università della California Meridionale (Usc), mettendo in luce finalmente i meccanismi che regolano l’orologio biologico di ciascuno.

Il direttore del dipartimento di Scienze Biomediche del Cnr., Tullio Pozzan, intervistato dall’Ansa, ha commentato con le seguenti parole: “Lo studio è un lavoro di grande importanza. In pratica  i ricercatori sono riusciti ad isolare e purificare queste proteine estremamente complesse, MT1 e MT2, e questo permetterà di realizzare farmaci migliori, molto più specifici e selettivi e quindi con meno effetti collaterali“.

Proprio la melatonina è l’ormone che controlla i ritmi sonno/veglia, ed è prodotta da una struttura che trova collocazione al centro del cervello che prende il nome di “epifisi”, che è detta anche “ghiandola pineale” o “terzo occhio”.

Pare che il filosofo Cartesio la ritenesse niente poco di meno che la sede dell’anima, quindi è facile pensare l’importanza del ruolo che ricopre.

Naturalmente l’orologio biologico non lavora sempre in perfetta sincronia, poiché diversi fattori possono fare in modo che esso viaggi “fuori tempo”: viaggiare attraverso diversi fusi orari, lavorare di notte oppure passare molto tempo davanti allo schermo del computer.

Tutti questi aspetti possono comportare l’insorgenza di diversi disturbi psichiatrici, metabolici ed anche tumori.

Tullio Pozzan si è espresso in merito all’argomento, queste le sue parole: “Questo studio sarà sicuramente utile per nuove cure legate ai disturbi del sonno, mentre per altre malattie come tumori e diabete di tipo 2 gli effetti sono ancora molto discussi, la letteratura scientifica in merito è vastissima“.

Il lavoro dei ricercatori ha infatti consentito la ricostruzione delle strutture dei recettori MT1 ed MT2, grazie ad un macchinario laser molto particolare.

Questa tecnica ha permesso l’ottenimento di centinaia di migliaia di immagini di molecole, ed atomi in movimento che insieme hanno ricreato la struttura dei due recettori in 3D.

Maria Cirillo

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