giovedì , 17 agosto 2017
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Flux per Decorex International 2017, Lasvit

Design, il tuffo nell’oro di arredi e accessori home 2017

Dalle monete ai tavolini. L’oro – da millenni simbolo di ricchezza – si è trasformato, nel tempo, nello status symbol del lusso e dello sfarzo, senza che la sua eleganza ne fosse scalfita.

Anche il 2017 è un anno di sperimentazione dell’oro per l’industria del design e dell’arredamento. Nonostante sia riconosciuto per il suo inconfondibile colore giallo – dovuto all’assorbimento delle lunghezze d’onda del blu dalla luce incidente – è sempre più spesso usato nelle varianti bianco e rosa, ed è sempre più spesso scelto per abbinamenti in forte contrasto cromatico e materico.

Piedi dorati per Bon Bon di Potocco

Potocco nasce in Friuli nel 1919 nel “distretto della Sedia”, ma grazie a spirito imprenditoriale, lungimiranza e determinazione, già negli anni ’50 allarga i suoi settori di produzione.

Oggi si affida a designer talentuosi per disegnare i suoi prodotti e mantenere la sua posizione privilegiata di azienda di successo.

Re-inventare sempre di nuovo gli stessi oggetti, dare loro una forma nuova, significa carpire alla vita aspetti sempre nuovi e l’illusione di poter conoscere e influenzare qualcosa in essa. La possibilità di capire dando forma e forse di intervenire in modo creativo anche al di là dello scopo particolare è per me il lato più bello ed emozionante del Design.

Così racconta Alexander Lorenz, che per Potocco ha firmato Bon Bon nel 2015; quest’anno lo ha visto impegnato nella scelta di un materiale prezioso: il piede si tinge d’oro per conferire eleganza suprema.

Non solo oro, però; in un vezzo pop, Bon Bon si veste di preziose e scintillanti finiture anche per il piano: i riflessi luminosi del marmo Sahara Noir, con uno sfondo nero arricchito da linee bianche e dorate dalla forte carica decorativa, trasformano questo oggetti in una originale scultura. Tavolo BON BON, design Aexander Lorenz per Potocco, collezione 2017

Il disegno è riconoscibile grazie alle fasce intrecciate delle gambe che, rincorrendosi l’un l’altra, donano dinamismo all’intera struttura.

La base rettangolare sagomata, resa aggraziata da un gioco di intrecci, come di nastri in leggera torsione sorregge piani tondi, quadrati, ovali o rettangolari.

La versione 2017, disponibile in due misure, rende questo tavolo, già per sua natura elegante e importante, ancora più prezioso e impegnativo. 

Tavolo BON BON, design Alexander Lorenz per Potocco, collezione 2017

Originali e inaspettati, gli oggetti Ghidini1961

La collezione Ghidini1961 invita ad eleggere il proprio oggetto dei sogni tra piccoli gioielli di stile e design.

Questa azienda ha fatto del trattamento Gold un Leitmotiv che i vari designer reinterpretano secondo le loro attitudini e il loro tocco stilistico, regalando veri e propri pezzi di gioielleria.

Set di tavolini Ghidini1961

I tavoli Flowers sono completamente dorati, diverse dimensioni per un oggetto che illumina gli ambienti con le sue superfici scintillanti.

L’elemento naturale è protagonista di questo progetto: il piano ha la forma di un fiore stilizzato. Un trittico di elementi distinti che poggiano su un piede circolare e, date le diverse altezze, possono essere accostati e parzialmente sovrapposti, oltre che essere utilizzati singolarmente.

Il portaombrelli, dimenticato fino ad ora nell’angolo, viene reinterpretato da Richard Hutten per Ghidini1961 con iconica eleganza: è fatto per essere guardato per primo entrando in casa.

Le versioni disponibili sono due: Butler e Tumbrella. L’ispirazione per questi portaombrelli proviene dalla forma dell’ombrello e dei suoi antichi predecessori.

La differenza sostanziale tra i due oggetti, apparentemente identici, è l’impugnatura: in Butler il manico/impugnatura è a forma di fiore, mentre Tumbrella ha un manico che riprende la forma di un gancio per gli ombrelli pieghevoli. Entrambi rigorosamente in oro.

Set di vassoi Axonometry, design Elisa Giovannoni per Ghidini1961

Alcuni oggetti Ghidini1961 sovvertono la percezione estetica di un ambiente; è il caso di Axonometry, il set di vassoi disegnati da Elisa Giovannoni, in cui lo schema compositivo è la proiezione in assonometria isometrica di due parallelepipedi che crea un effetto ottico tridimensionale implementato dai bordi inclinati e dalle finiture a contrasto del metallo.

Come in un gioco è possibile ottenere più configurazioni creando disegni sempre diversi. E sono disponibili in tutte le varianti, il bianco, il classico e il più chic oro rosa.

Quattro donne disegnano i gioielli da tavolo Skultuna

Skultuna 1607. Per più di 400 anni l’azienda svedese ha prodotto oggetti in metallo della più pregiata manifattura.

Sempre con lo stesso equilibrio tra qualità, funzione e design, Skultuna crea oggi gli oggetti d’antiquariato di domani.

Ciotole e vasi, collezione Skultuna 2017
Spike

Maria Nilsdotter, designer di gioielli svedesi, ha appreso le tecniche di disegno dei gioielli presso il Central Saint Martins di Londra; ha iniziato il proprio marchio, nel suo proprio nome, nel 2007 e dal 2015 collabora con Skultuna.

Il suo design è senza compromessi, austero e allo stesso tempo lussuoso. Per Skultuna firma – tra gli altri – le ciotole, i vasi e i porta candele della linea Spike.

Borchie che rimandano al punk creano uno spiritoso equilibrio senza tempo dove l’importanza della qualità e dei materiali, ma è anche interessante ricorrere ai contrasti. 

Collezione Skultuna 2017, serie di vasi in oro
BonBon

Monica Förster e il suo studio di design hanno concepito i mini vasi Bonbon, rimanendo fedeli ai metodi storici di produzione dell’azienda.

I vasi sono realizzati attraverso il vecchio metodo di fusione dei metalli, un metodo di produzione da sempre utilizzato dall’azienda svedese, che consente di realizzare oggetti di diverse dimensioni attraverso la profusione della lamiera.

Emma Olbers ha studiato a Stoccolma alla scuola d’arte Nyckelvikens e poi al Beckmans College of Design.

Questa serie di vasi da scrivania, Desktop Ink è composta da tre contenitori di dimensioni diverse, tutti in metallo dorato che ricordano i contenitori in cui si intingevano i calamai, contenitori di inchiostro, appunto.

Olivia Herms designer francese-tedesca e collaboratrice di Konstantin Grcic, già da qualche anno ha iniziato a sviluppare i propri progetti; Boule è il suo secondo prodotto per gli svedesi di Skultuna.

 I vasi Boule, che significa “sfera” in francese, incarnano la forma più fondamentale di “contenere”. La sfera quasi perfetta contenente l’acqua si apre su un colletto che tiene i fiori.

Le tre dimensioni si adattano a diverse forme e dimensioni di bouquet. 

The Factory Texas è un portacandele da tè, ispirato alle industrie iconografiche americane di perforazione di petrolio della seconda metà del ventesimo secolo.

Ogni lato riproduce un pezzo di skyline di una immaginaria città industriale, che usa le nuvole stilizzate per rimandare provocatoriamente al fumetto pop.

Lamine d’oro illuminano i cristalli Lasvit

Dal 17 al 24 settembre, in occasione di Decorex International, Lasvit presenterà le novità del 2017: firme prestigione – da Zaha Hadid a Kengo Kuma, passando per Arik Levy e Patricia Urquiola.

Flux per Decorex International 2017, Lasvit

La lampada Flux, disponibile con piedistallo, ma anche da tavola, sarà tra le protagoniste dell’esposizione presso il Syon Park di Londra grazie alla sua preziosità.

Flux è una lampada in cui il vetro di Bohemia divide la scena con altri due materiali d’eccezione: il platino e – ovviamente – l’oro.

La collezione Flux trae ispirazione dalla luce che si riflette sul mare in acque poco profonde e dalle tracce lasciate dalle maree in ritirata.

Ogni lampada è soffiata a mano in uno stampo metallico che le dona un aspetto caratteristico. Trasparente, la parte superiore incontra all’interno e all’esterno fasce oro e platino dipinte a mano, che alludono alla decorazione delle ceramiche tradizionali provenienti dall’Asia.

Le sue linee organiche intrappolano e rifrangono la luce tra le fasce, creando una radiosità profonda e l’impressione dell’acqua in movimento.

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